QUESTE PAZZE DONNE

QUESTE PAZZE DONNE

( HONIGMOND)
DI GABRIEL BARYLLI

PAOLA QUATTRINI    EMANUELA GRIMALDA


CON LA STRAORDINARIA PARTECIPAZIONE DI


VANESSA GRAVINA



TRADUZIONE
DANIELA SCARLATTI E CLAUDIA TOMIO

REGIA
STEFANO ARTISSUNCH



SCENE
MATTEO SOLTANTO

COSTUMI
MARCO NATERI

DISEGNO LUCI
GIORGIO MORGESE

Spettacolo comico e musicale, coinvolgente performance di due bravissime attrici ed un attore poliedrico che, grazie ad un ben congegnato meccanismo drammaturgico, si cimentano su più piani espressivi (recitazione, canto e ballo).

“Le Preziose Ridicole” è un’opera che rivela l’estro e la genialità comica di Molière come autore di superamento del grande fenomeno della Commedia dell’Arte.
Due giovani donne vogliono a tutti i costi esistere agli occhi di un ambiente che non le ri-conosce e con modalità che nessuno comprende. Cadono nella trappola tesa da due corteggiatori che precedentemente hanno umiliato giungendo ad un punto di cecità da cui la commedia trae la sua forza comica e le domande più attuali tipo il chiedersi fino a che punto si può arrivare per essere o sentirsi amati.

Nell’adattamento di Stefano Artissunch lo spettacolo è ambientato a Roma negli anni 40 e racconta l’avventura farsesca di due donne provinciali e dei loro corteggiamenti.
Protagoniste un’ eccezionale duo di attrici – cantanti – ballerine come Benedicta Boccoli e Lorenza Mario che interpretano Caterina e Maddalena artiste d’avanspettacolo che per vivere si esibiscono in un varietà stile “Cafè Chantant”. Le “Preziose” sono molto apprezzate e corteggiate, i loro numeri piacciono al pubblico perchè divertenti e coinvolgenti.
Tra musica, danza e fare giocoso delle protagoniste si insinua la critica di un periodo difficile dell’Italia della seconda Guerra Mondiale. Una società anestetizzata dalla propaganda che non si accorge che qualcosa di distruttivo è alle porte. Tuttavia il mondo dello spettacolo sembra non risentirne e, tra un’esibizione d’avanspettacolo e l’altra, davanti ad un pubblico rapito da performance e scintillio di luci del varietà, le
due attrici raccontano il tempo sia sul palcoscenico che nei camerini dove si snodano le loro vicende personali.

Nello spettacolo, ideato dal regista Artissunch (anche in scena nel ruolo del presentatore), si attualizzano i bellissimi dialoghi di Moliere che ri-vivono attraverso il divertimento di numeri-performance e canzoni anni 30-40. Non mancano spunti di riflessione sulla dignità umana calpestata dai contro-sensi della guerra.

Note di Regia
Il preziosismo è stato un movimento sociale, morale e letterario della prima metà del XVII secolo. Stanche dell’impoverimento della lingua e dei costumi, le donne della nobiltà e dell’alta borghesia si incontravano nelle loro camere da letto, poi nei salotti, per parlare di letteratura, sentimenti e per condividere le loro produzioni letterarie.
Il progetto rappresenta l’opportunità di affrontare non solo il tema del preziosismo che oggi definirei “la ricerca ossessiva dell’essere alla moda” ma anche l’opportunità di giocare con la genesi del ridicolo in teatro.

E’ la Vigilia di Natale tre donne sole, tre donne come tante, tre donne piene di storie d’amore, diverse sia nel temperamento che nella vita, cercano di fare luce sulla loro confusa realtà sentimentale. Gli uomini sono fuori, girano intorno a loro come satelliti di un pianeta. Linda ne ha troppi, Cristina nessuno, Barbara uno solo, il marito, che l’ha pure tradita. Scontente, arrabbiate, indecise, volitive cercano una risposta alla fatale domanda: “Che fare?” E la risposta bussa alla porta o per meglio dire si agita nella pancia……e di certo non è una sbronza smaltita male, ma un bel bambino imprevisto…

Queste Pazze Donne è uno sguardo autentico, divertente, sensuale, brillante e disincantato sul mondo femminile dove gli uomini possono ascoltare cosa le donne dicono di loro… tra loro. E’ un fermo immagine sulla donna come forza psichica potente e creatrice, ferina e materna al tempo stesso, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi. E’ una storia delle donne per le donne che a fronte di un amore deluso cercano di ritrovare se stesse mostrando cambiamenti di umore, euforia momentanea e disperata ricerca della felicità. Tutto l’universo femminile è rappresentato come in un caleidoscopio di emozioni.

Grazie alle suggestioni cinematografiche ricreate dalla scenografia e dal linguaggio, la commedia, macchina comica perfetta, si sviluppa sull’alternanza di racconto tra presente e passato, dentro e fuori, riuscendo a divertire e a far riflettere al tempo stesso.

L’opera del giovane commediografo austriaco Gabriel Barylli ha già avuto un grande successo in Austria, in Germania ed in Francia. Barylli ha vinto il Premio Bavarian Film e il Premio Adolf Grimme. Il suo sguardo amorevolmente satirico sulle esigenze della gente di oggi ha fatto sì che i suoi libri siano divenuti eccellenti modelli teatrali e cinematografici. “Queste Pazze Donne” è stata rappresentata la prima volta nel 1991 presso l’Accademia Teatro Wien ed è poi andata in scena in numerosi teatri tedeschi a partire dal 1993.

Così il regista Stefano Artissunch

Leggendo questa commedia ho immediatamente pensato ad Almodovar ed al suo modo colorito di indagare il mondo dei rapporti e delle nevrosi femminili, le atmosfere tipiche dei suoi film, ricche di colori sgargianti sia nelle scenografie che nei costumi, rispecchiano le anime “calienti” dei personaggi.

Essi, favoriti anche dalle suadenti atmosfere musicali, sono il traino della storia caratterizzata da situazioni emotive che scatenano una riflessione sull’autenticità dei sentimenti. Sicuramente Barylli è stato influenzato da Almodovar, lui come il regista spagnolo indaga il mondo femminile, rendendo azione le vicissitudini emotive dei personaggi catapultati in situazioni a volte decisamente fuori dal comune; come diceva lo stesso Almodovar quando si tratta di sentimenti anche ciò che può sembrare più assurdo in realtà appare verosimile.

Avendo sviluppato una cultura-curiosità riguardo la cinematografia europea e ritenendomi un regista “visionario”, ho pensato istintivamente a questo accostamento ed ho conivolto e stimolato i miei collaboratori in questa direzione per iniziare a lavorare artisticamente ad una messa in scena efficace e suggestiva in cui si possa godere di una grande dose di umorismo e riflessione.

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